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medicisenzadentiere Quando verrà la fine del mondo, mi ritirerò a vita privata. (K.Kraus)
3 settembre 2007
Nessuna frontiera che tenga

8 luglio 2007
Inno alla vita


Il giorno fu pieno di lampi;
ma ora verranno le stelle,
le tacite stelle. Nei campi
c'è un breve gre gre di ranelle.
Le tremule foglie dei pioppi
trascorre una gioia leggiera.
Nel giorno, che lampi! che scoppi!
Che pace, la sera!
 
Si devono aprire le stelle
nel cielo sì tenero e vivo.
Là, presso le allegre ranelle,
singhiozza monotono un rivo.
Di tutto quel cupo tumulto,
di tutta quell'aspra bufera,
non resta che un dolce singulto
nell'umida sera.
 
E`, quella infinita tempesta,
finita in un rivo canoro.
Dei fulmini fragili restano
cirri di porpora e d'oro.
O stanco dolore, riposa!
La nube nel giorno più nera
fu quella che vedo più rosa
nell'ultima sera.
 
Che voli di rondini intorno!
Che gridi nell'aria serena!
La fame del povero giorno
prolunga la garrula cena.
La parte, sì piccola, i nidi
nel giorno non l'ebbero intera.
Né io... e che voli, che gridi,
mia limpida sera!
 
Don... Don... E mi dicono, Dormi!
mi cantano, Dormi! sussurrano,
Dormi! bisbigliano, Dormi!
là, voci di tenebra azzurra...
Mi sembrano canti di culla,
che fanno ch'io torni com'era...
sentivo mia madre... poi nulla...
sul far della sera.


                                                                                               Pascoli "La mia sera"




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18 maggio 2007
i fiori curiosi




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5 aprile 2007



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5 aprile 2007
pausa di riflessione
Per pensare all'universo meraviglioso che abbiamo dentro...smettiamola di cercare di ammazzarci a vicenda e osserviamolo stupiti:

http://aimediaserver.com/studiodaily/harvard/harvard.swf






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20 febbraio 2007
L'amore e le sue conseguenze



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12 febbraio 2007
Albero


Gli alberi sono liriche che la terra scrive sul cielo.
Noi li abbattiamo e li trasformiamo in carta per potervi registrare, invece, la nostra vuotaggine.

Kahlil Gibran





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25 gennaio 2007
A volte si usano troppe parole





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9 dicembre 2006
Sguardi



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26 novembre 2006
Batteri VS tumori
Sfruttare i batteri per riuscire a produrre una nuova classe di farmaci antitumorali che sarebbero altrimenti difficili da ottenere per via sintetica: è questo l’obiettivo dei ricercatori dell’Università di Warwick
Il batterio della specie Streptomyces coelicolor produce naturalmente una classe di antibiotici chiamati prodiginine che recentemente hanno suscitato interesse per la loro capacità di uccidere le cellule cancerose: una prodiginina di sintesi chiamata GX15-070 viene attualmente sperimentata in trial di fase 1 e 2. Altre molecole analoghe come la streptorubina B, potrebbero rappresentare armi ancora più efficaci contro il cancro ma attualmente non possono essere prodotte facilmente in laboratorio.
Greg Challis e colleghi del Dipartimento di chimica dell’Università di Warwick hanno studiato gli enzimi che controllano il processo che permette al batterio di creare la streptorubina B e hanno ottenuto una chiara comprensione di quali sono gli enzimi chiave in un particolare stadio del processo. Secondo quanto annunciato dai ricercatori, ora si cercherà di produrre una gamma di differenti composti basati strettamente sulla forma di streptorubina B sintetizzata normalmente da questi batteri.
Fonte: Le Scienze (12/11/2006)




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24 novembre 2006
Il dittatore
Un punto piccoletto,
superbioso e iracondo,
" Dopo di me - gridava -
verrà la fine del mondo! "

Le parole protestarono:
" Ma che grilli ha pel capo?
Si crede un Punto-e basta,
e non è che un Punto-e-a-capo".

Tutto solo a mezza pagina
lo piantarono in asso,
e il mondo continuò
una riga più in basso.

Gianni Rodari

Una delle mie preferite in assoluto,la trovo davvero bellissima :)




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13 novembre 2006
Dopo la pioggia

Dopo la pioggia viene il sereno, 
brilla in cielo l'arcobaleno: 
è come un ponte imbandierato 
e il sole vi passa, festeggiato. 
È bello guardare a naso in su 
le sue bandiere rosse e blu. 
Però lo si vede - questo è il male - 
soltanto dopo il temporale. 
Non sarebbe più conveniente 
il temporale non farlo per niente? 
Un arcobaleno senza tempesta, 
questa sì che sarebbe una festa. 
Sarebbe una festa per tutta la terra 
fare la pace prima della guerra.

Gianni Rodari




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5 novembre 2006
Omaggio a Calvin & Hobbes

Calvin & Hobbes (Calvin and Hobbes) è una striscia a fumetti ideata e disegnata dal disegnatore statunitense  Bill Watterson centrata sulle avventure di Calvin, un bambino di sei anni dall'immaginazione inarrestabile, e di Hobbes, la sua tigre di pezza. Watterson disegna il personaggio di Hobbes in due modi diversi: con Calvin è un personaggio che vive, parla, agisce e gioca; con gli altri - che non lo vedono attraverso la fantasia di Calvin - è una normalissima tigre di pezza inanimata.
La striscia è stata pubblicata sui quotidiani statunitensi dal 18 Novembre 1985 al 31 Dicembre 1995 comparendo nel momento di massima popolarità su 2.400 pubblicazioni diverse. A tutt'oggi negli Stati Uniti sono state venduti quasi 23 milioni di copie dei 17 libri dedicati a questa striscia.

Realtà immaginaria

Dal punto di vista di Calvin, Hobbes diventa vivo persino nelle immagini registrate. In una striscia Calvin scatta diverse fotografie di Hobbes che fa smorfie: Calvin vede ogni fotografia come diversa e come l'ha scattata, ma suo padre le vede come una monotona sequenza di fotografie identiche di una tigre di pezza.

Molti lettori ritengono che Hobbes sia o un prodotto della fantasia di Calvin o un pupazzo che prende vita quando Calvin è l'unica persona in sua presenza. Tuttavia entrambe queste interpretazioni non sono corrette. Come Watterson dice nel libro Tenth Anniversary Book:"Hobbes riguarda più la natura soggettiva della realtà, che il prender vita di un pupazzo."
È interessante osservare che, con l'eccezione degli episodi in cui Calvin è fisicamente dentro lo scatolone (come in quelli dedicati al "computer più potente del mondo"), gli altri personaggi attorno non vedono queste trovate attraverso l'immaginazione di Calvin. È un dilemma simile a quello della realtà di Hobbes (vedi sopra). Per esempio, quando Calvin si trasmuta in un gufo, è lui a vedere sé stesso come gufo, ma non la mamma. Le fotografie che scatta per dimostrare al papà la riuscita del suo viaggio nel tempo preistorico sono viste dal papà come foto che ritraggono dei dinosauri giocattolo.

L'ultima striscia - la numero 3150 - raffigurava Calvin e Hobbes fuori nella neve fresca che si divertono nella meraviglia di una giornata invernale. "È un mondo magico, Hobbes, vecchio mio..." - dice Calvin nell'ultima vignetta - "...andiamo a esplorarlo!".




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2 novembre 2006
Questo cartone che ho scoperto non essere conosciuto come credevo(un mito della mia infanzia!!!) è stato fatto dal Manga del signor Tezuka Osamu che viene considerata una specie di divinità mandata sulla Terra per creare Manga, basta pensare che nella sua cittadina c'è un Museo dedicato ai suoi lavori e che il giorno della sua morte (nel 1989, a 71 anni) fu un lutto nazionale in Giappone.  Fondamentalmento(se ho ben capito) lui reinventò il modo di esprimersi dei Manga, concentrando in una pagina l'azione ed adoperando zoom e prospettive che davano una rappresentazione movimentata e realistica nuova.

La principessa Zaffiro compare la prima volta sulla rivista "Shojo Club" nel 1954 e da molti viene considerato il primo shojo,ovvero fumetto per ragazze.
TRAMA
A causa di un angioletto pasticcione, Tink, nella famiglia reale di Silverland nasce un pargolo… dotato di due cuori: uno maschile e uno femminile. Leggi retrograde impediscono che a Silverland una donna possa salire al trono, quindi il re e la regina allevano Zaffiro come fosse un maschietto (in pubblico), permettendogli di indossare abiti femminili soltanto nel segreto del palazzo.
[Se tutto ciò vi ricorda una Lady Oscar…  vi sbagliate!!! Zaffiro è di molti anni precedente al capolavoro della Ikeda!]
Il granduca Duralmin, in combutta col perfido sir Nylon, cerca ini tutti i modi di provare la femminilità di Zaffiro, per poter far salire al trono suo figlio, l’inetto Plastic.
D
ivertente è inoltre la commistione tra religioni: Dio, il dio cristiano (raffigurato come un simpatico vecchietto) convive in un mutiforme pantheon insieme a divinità greche, semidei, eroi, cavalli alati.
Un caos in cui vengono tirate le fila di trame e molteplici sottotrame, che alla fine della storia ci regalano un lieto fine.





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30 ottobre 2006
Grazie Netter!!
Frank H. Netter (1906-1991) nacque a Manhattan e crebbe volendo diventare un artista.
Mentre studiava alla scuola superiore, di notte studiava all'Accademia Nazionale di Disegno.
Dopo altri studi,anche con insegnanti privati, sul disegno, cominciò una carriera artistica commerciale.
La sua famiglia disapprovava la carriera dell'artista e lui acconsentì a studiare medicina, che completò con un internato da chirurgo.
Durante il suo praticantato medico continuò a coltivare il disegno per guadagnare il necessario e ,in particolare, lavorò per case farmaceutiche che volevano delle illustrazioni che rendessero gradevoli i loro prodotti, come la Novocaina.
Netter lasciò il praticantato di medicina e si dedicò totalmente al disegno, man mano che i prezzi per i suoi diegni salivano.
Man a mano che Netter proponeva nuovi disegni di organi sani e patologici aperti e visibili in tutte le proiezioni, i suoi lavori cominciarono ad avere prestigio tra i medici e furono inclusi nelle llustrazioni mediche.


 





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27 ottobre 2006
Nuova sostanza creata dall'acqua
Serve alta energia a raggi X, una pressione altissima, ma all fine come risultato si ha una mistura di idrogeno(H2) e ossigeno(O2) che noè mai stata individuata prima e che potrebbe cambiare la nostra comprensione della complessa chimica dell'acqua.
La nuova lega è un materiale con alta energia , dice Wendy Mao, dal Laboratorio Nazionale di Los Alamos (Stati Uniti) ,che ha condotto la ricerca con un team. "Potrebbe aiutarci a trovare un modo di conservare energia".
La squadra di Mao ha sottoposto l'acqua ad una pressione 170.000 volte maggiore a quella atmosferica a livello del mare.
Quindi l'hanno bombardata con raggi X,provocando la divisione delle molecole d'acqua e la formazione di un complesso prima sconosciuto, formato da molecole di idrogeno e ossigeno.
Questo fenomeno non era stato osservato prima perchè si verifica solo diverse ore di esposizione a raggi X di 10 kiloelettronvolt.
Poco più alta, e il raggio trapassa il campione; poco più bassa, e viene assorbita dai diamanti presenti nell'attrezzatura usata.
Dopo avere fatto diversi nanogrammi della nuova lega, i ricercatori ne hanno testato le proprietà sottoponendola a diversi valore di  temperatura e pressione, e poi bombardandola con raggi X e laser.
Fino a quando è rimasta ad una pressione 10.000 volte maggiore di quella a livello del mare, il complesso è rimasto straordinariamente stabile.

Sotto pressione, l'acqua si sa che forma 15 diversi tipi di ghiaccio, con varie strutture cristalline; ma in ognuna di esse l'idrogeno e l'ossigeno rimangono legati tra di loro.
La scoperta che l'idrogeno e l'ossigeno possano formare nuove leghe tra loro apre molte possibilità di ricerca.
(tradotto dal New Scientist)






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22 ottobre 2006
"Ti offusca la mente" ,questo è quello che dice Lambros Messinis dell'Ospedale universitario di Patras in Grecia. E per questo la gente la fuma.
Ma Messinis sostiene che l'uso della Marijuana abbia un effetto più serio:coloro che la usano per lungo tempo imparano e ricordano le cose più difficilmente.
Messinis ed i suoi colleghi comparano le abilità mentali di 20 persone che hanno fumato Marijuana per almeno quattro volte alla settimana per 15 anni con 20 persone che l'hanno usata per brevi periodi nell'arco di 7 anni, e 24 controlli.
Nessun soggetto ha fumato nelle precedenti 24 ore al test, e Messinis ha usato un test psicologico standard per misurare l'intelligenza.
Quelli che erano veterani della Marijuana hanno avuto i peggiori risultati nei test mnemonici:ad esempio, chiedendogli di ricordarsi una lista di 15 parole che gli era stata mostrata poco prima, in media se ne ricordarono 7, contro le 9 dei fumatori per brevi periodi e le 12 dei controlli.
(Tratto da un articolo del New Scientist del 18 Marzo 2006)
  



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16 ottobre 2006
Melius abundare quam deficere!!!
Il prozac rende i criceti "adolescenti" più aggressivi nei confronti dei loro compagni di gabbia, mentre ha l'effetto opposto sui criceti adulti.
Questo studio potrebbe spiegare perchè gli antidepressivi portano a manifestazioni aggressive in alcuni adolescenti.
All'università del Texas, Kereshmeh Taravosh-Lahn ha iniettato con i colleghi della ricerca una dose di fluoxetine (in commercio Prozac) in topi adolescenti e maturi, in quantitaà alta (20 milligrammi per chilo) e una bassa (10 milligrammi per chilo) e ad altri hanno dato un placebo.
Quindi inserirono nella gabbia un altro criceto dello stesso sesso e filmarono le lotte tra gli animali.
Come ci si aspettava, i criceti adolescenti con l'alta dose di Prozac, erano più calmi del 65% rispetto a quelli col placebo.
Ma sorprendentemente, i criceti con una più bassa dose di Prozac divennero più aggressivi del 40% di quelli col placebo!
I criceti adulti con le diverse dosi di Prozac lottavano di meno di quelli col placebo.
Si teorizza quindi che ci siano diversi recettori che vengono attivati a seconda della dose di antidepressivo che condiziona i recettori a cui si lega la serotonina.





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5 ottobre 2006
barzelletta nana

 
  Un politico molto basso sta facendo un comizio quando dalla folla si ode un grido: "A nano!"
Il politico adirato si guarda un po' in giro ma continua il suo comizio. Ma dopo poco, ancora la voce: "A nano!"
L'oratore sempre più arrabbiato guarda verso il pubblico ma non riesce a vedere chi è stato e continua il suo discorso. Ma di nuovo: "A nano!"
A questo punto il politico inferocito interrompe il comizio e: "Mi rivolgo a quella persona che mi sta offendendo ricordandogli che io, io, ho un figlio alto un metro e ottanta!"
"A nano cornuto!!!"



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2 ottobre 2006
Damose 'na sveja

La caffeina è uno stimolante del sistema nervoso centrale e viene utilizzata in ambito medico e ricreazionale in caso di sonnolenza.
La caffeina viene completamente assorbita nello
stomaco e nel tratto iniziale dell'intestino nei primi 45 minuti dopo l'ingestione, viene distribuita lungo tutto il corpo nei fluidi corporei.
La caffeina è metabolizzata nel fegato dal sistema enzimatico citocromo P450 ossidasi, dove viene convertita in tre dimetilxantine, ognuna delle quali ha un effetto diverso:

Paraxantina (84%): stimola la lipolisi e porta ad una maggiore concentrazione di glicerolo ed acidi grassi nel sangue.
Teobromina (12%): dilata i vasi sanguigni
Teofillina (4%): Rilassa la muscolatura liscia nei bronchi, è usata infatti nel trattamento dell'asma

Essa provoca un'inibizione competitiva; la caffeina influisce cioè con un processo di regolazione dei nervi mediante scarica del potenziale post sinaptico. Si ha come risultato un aumento dei livelli di
epinefrina (adrenalina) e noradrenalina.
 
La dose letale della caffeina per un uomo adulto, è stimata essere fra 150 ed i 200mg per Kg di massa corporea somministrati per via orale in un intervallo di tempo che va in genere dalle 3,5 alle 10 ore.
Chi consuma regolarmente caffeina sviluppa una tolleranza che si traduce in un affievolimento dell'effetto della caffeina; il risultato di ciò è una diminuzione della pressione sanguigna
 e ad un aumento della quantità di sangue nella testa che porta ad emicrania,nausea, ansia, irritabilità. 
In casi di abuso si possono avere sintomi quali depressione, incapacità di concentrarsi, demotivazione.


La caffeina provoca un aumento di acidi gastrici; un utilizzo prolungato nel tempo può quindi portare ad ulcera,esofagite
e riflusso gastrointestinale. Un abuso può anche portare a nervosismo, irritabilità, ansia, insonnia, palpitazioni.

La grande popolarità delle bevande contenenti caffeina (caffè e anzitutto) rende questa la sostanza psicoattiva( vai su http://it.wikipedia.org/wiki/Sostanza_psicoattiva )più diffusa nel mondo.


 



 




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2 ottobre 2006
Adrenalina!!!
L'adrenalina è un ormone secreto dalla ghiandola surrenale, nella parte midollare ed è il prodotto della metilazione (aggiun ta di un gruppo metile, ovvero CH3) della noradrenalina.Noradrenalina e adrenalina, il cui rapporto nell'uomo è di 1:5, vengono rilasciate dalla midollare dei surreni in seguito allo stimolo generato dalle terminazioni simpatiche del sistema nervoso.
L'adrenalina induce iperglicemia per stimolazione della glicogenogenesi epatica e stimola la fosforilasi muscolare determinando la produzione ed accumulo di acido lattico.
L'adrenalina stimola anche la lipolisi a livello del tessuto adiposo aumentando i NEFA plasmatici (acidi grassi non esterificati).Inibisce la produzione di insulina, in questo modo favorendo l'utilizzo delle sostanze energetiche contro il loro accumulo.
L'azione della adrenalina appena descritta, insieme all'aumento della gittata cardiaca e della pressione arteriosa, è intesa a predisporre l'uomo (o l'animale!!!) all'azione in condizioni di emergenza (situazione detta "fight of fly" ovvero combatti o scappa).
Questi effetti dell'adrenalina dipendono dalla sua interazione con i recettori ß-adrenergici.
Altri effetti dell'adrenalina, dipendenti dall'interazione con recettori diversi, sono la vasocostrizione,la contrazione dell'utero e la dilatazione della pupilla.
L'adrenalina agisce anche come neurotrasmettitore in alcuni neuroni del sistema nervoso centrale stimolando le azioni già dette.





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1 ottobre 2006
aaaaaaaaah...baklava....
cibo divino....
bbbbbbbbbboniiiiiiiiii!!!!!

  



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26 settembre 2006
DOMANI è IL GRANDE GIORNO
LA SFIDA FINALE:

L'ESAME DI ANATOMIA



dadada dadada dadadaaaa...
dadada dadada dadadaaaaaaaaaa...
dada dadadadà
dada da dadadadà
dada da da da dada da dadaaaaaaa....



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24 settembre 2006
tentativo di dare un senso allo studio di anatomia 1

com'è fatto un muscolo
Il sarcomero è l'unità contrattile del tessuto muscolare striato. Questi sono disposti uno dopo l'altro e formano dei fascetti contrattili chiamati miofibrille avvolti da una membrana, il sarcolemma.I sarcomeri sono costituiti da due tipi di filamenti: quelli sottili di actina e quelli spessi di miosina. I filamenti sottili sono costituiti da due catene proteiche avvolte a spirale
, mentre quelli spessi sono costituiti da più fascetti di miosina, a loro volta formati da due catene proteiche.
Un'estremità dei filamenti di miosina è rigonfia e prende il nome di testa della miosina ed ha due funzioni: si attacca ai filamenti di actina permettendo l'accorciamento del sarcomero e inoltre funge da
enzima necessario alla scissione dell'ATP in ADP+Pi (fosfato inorganico), poiché la contrazione necessita di energia.
Il sarcomero si presenta come un'alternanza di bande chiare e bande scure. Esso è delimitato da due strie di natura proteica, le strie Z.

come si contrae un muscolo
Quando le fibre muscolari vengono stimolate, un segnale elettrico, mandato dal cervello, arriva ai bottoni sinaptici.
Questi liberano nel citoplasma delle fibre muscolari una sostanza, l’acetilcolina, che agisce sui recettori presenti nella placca neuro muscolare determinando il potenziale d'azione
.
Il potenziale d'azione che si propaga lungo il sarcolemma (membrana) va a colpire canali voltaggio dipendenti che comunicano con un complesso proteico che determina l'apertura dei canali del calcio che viene liberato e va a
stimolare il rilascio di altro calcio.
Dai mitocondri della fibra muscolare viene quindi liberato ATP (energia della cellula!) che agendo sui filamenti sottili e su quelli spessi ne determinerà lo scorrimento e le teste della miosina si legheranno a quelle dell'actina con una precisa angolazione di 45 gradi.
Lo scorrimento di un filamento sull'altro determinerà la contrazione del sarcomero.
Nella fase del rilassamento il procedimento sarà il contrario.




 




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21 settembre 2006
problemi di comunicazione

Nel 2001 presso l'OMS sono stati notificati 184.311 casi di colera con 2.728 decessi. L'Africa ha registrato il 94% dei casi con 173.359 notifiche. In Asia sono stati riportati 10.340 casi e nelle Americhe se ne sono avuti 535.

Da una prima analisi epidemiologica, si osserva che le aree vicino a fiumi o alla costa sono strettamente associate con le aree epidemiche, e che frequentemente i primi casi di colera di un'epidemia si verificano in comunità di pescatori. In Bangladesh le epidemie di colera si manifestano due volte l'anno, con un pattern stagionale regolare. Diversamente, in Perù i casi di colera hanno un andamento annuale che segue l'aumento delle temperature in primavera.
Si conoscono oltre 155 sierotipi di vibrione del colera ma di essi solamente il sierotipo O1 ed O139 sono responsabili di epidemie.
Il batterio si trasmette per via oro-fecale, tramite l'ingestione di acqua o cibi contaminati da esso. I molluschi, a causa della loro azione filtrante, sono in grado di accumulare al loro interno un buon numero di vibrioni, costituendo, così, un buon mezzo d'infezione qualora siano consumati crudi o poco cotti.
I vibrioni del colera rimangono all'interno del lume intestinale aderendo ad esso tramite proteine flagellari (necessarie anche per la motilità del batterio) e secernendo una specifica tossina, codificata da un fago, CTXPhi, responsabile della comparsa di diarrea acquosa. Per il distacco della parete dell'intestino viene utilizzata un'emoagglutinina metalloproteasica.
momento biochimico
La tossina prodotta dal batterio, detta tossina colerica (CT), è formata da due subunità dette A (divisa in due componenti A1 ed A2 legate da un ponte disolfuro) e B. La subunità B è formata da cinque polipetidi uguali, i quali si legano ai carboidrati del ganglioside GM1, situato sulla superfice delle cellule dell'epitelio. Una volta che la tossina e penetrata nella cellula, il ponte disolfuro della subunità A viene scisso, liberando, così, le due frazioni A1 ed A2. La subunità A1 va a legarsi ad una proteina G, detta fattore di ADP-ribosilazione, che ne amplifica l'attività catalitica ADP-ribosilante.
Questo complesso, insieme ad una molecola di GTP, catalizza l'ADP-ribosilazione di un'altra proteina G (di 49 Kd) che, in questo stato, si lega ad una molecola di GTP ma non è in grado di staccarsene. Ciò ha come risultato, un continuo stato di attivazione della proteina G che va a stimolare l'attività di una adenilato ciclasi. L'elevata presenza di cAMP risultante, ha sui villi l'effetto di bloccare l'ingresso sodio, cloro ed acqua mentre a livello delle cripte aumenta la diffusione verso il lume di sodio, cloro, H2CO3 ed acqua.

In parole povere, la tossina del colera porta all'attivazione permanente di un particolare tipo di proteine di membrana (GM1) che comporta il rilascio continuo di liquidi e un loro assorbimento irregolare.

In alcuni esperimenti in vitro si è visto che cellule di persone eterozigoti per la fibrosi cistica, sono più resistenti all'azione della tossina colerica, in quanto consiste nella delezione di tre basi consecutive del DNA che comporta la formazione di una proteina di membrana difettosa. Questa proteina si trova nella membrana delle cellule ed è coinvolta nel trasporto degli ioni. Il suo malfunzionamento può essere un vantaggio nel caso del colera in quanto i liquidi non sono rilasciati in modo normale e perciò si può evitare la disidratazione.

Di per sé, il colera è una malattia autolimitantesi ma la disidratazione che essa può portare determina morte nel 30-50% delle persone che non vengono trattate.
Il punto chiave del trattamento del colera è la reidratazione e la correzione degli squilibri elettrolitici. Generalmente si comincia con l'uso di una soluzione di Ringer lattato, necessario nei casi di disidratazione grave, per via endovenosa cui si deve aggiungere potassio (somministrabile anche oralmente). Successivamente si può passare all'uso di soluzioni reidratanti per via orale.
L'uso degli antibiotici ha dimostrato di ridurre la durata della malattia e la necessità di reidratazione. Gli antibiotici più usati sono la tetraciclina o la doxiciclina anche in una somministrazione singola. Tali antibiotici, però, sono controindicati nei bambini in quanto possono formare depositi nei denti e nelle ossa.

In tutto ciò, la cosa che ho scoperto oggi e mi ha colpita è che i vibrioni usano questa benedetta  "tossina" come messaggio per comunicare tra di loro, e non per colpire noi in particolare...insomma è colpa nostra se siamo suscettibili in modo tanto disastroso a questa struttura chimica...i vibrioni stavano solo parlando per fatti loro!!!

 




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16 settembre 2006
tanto per chiarire...

I linfociti T sono cellule immunitarie deputate a riconoscere e uccidere altre cellule estranee al corpo, come quelle di agenti batterici.
Alcune sottopopolazioni di linfociti T, nei pazienti con tumore, sono in grado di riconoscere in modo specifico le cellule neoplastiche e di ucciderle.
Ma il loro numero è troppo esiguo perchè il loro attacco al tumore risulti vincente: per questo, ormai da alcuni anni si pensa all'ingegneria genetica per aumentare nei pazienti il numero di linfociti T in grado di attaccare il tumore.

Gli esperti hanno dunque prelevato linfociti T da 17 pazienti con melanoma (uno dei più feroci tumori della pelle) in stadio avanzato, hanno modificato geneticamente queste cellule sì da renderle in grado di attaccare il cancro, poi le hanno reiniettate nei pazienti.
In questo modo, ha spiegato Rosenberg, i soggetti trattati avevano nel proprio corpo una discreta percentuale di "linfociti T-anti-melanoma", capaci cioè di attaccare il tumore.






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15 settembre 2006
cancro

L'Istituto Nazionale Americano per gli studi sul cancro, a Bethesda, ha dimostrato che si possono manipolare le cellule immunitarie per attaccare i tumori al seno, al fegato e polmoni.
Prima dell'esperimento, i pazienti avevano un'aspettativa di vita dai 3 ai 6 mesi a causa dello stato avanzato della malattia.
I tests mostrano che le cellule T modificate usate nel nuovo trattamento diventavano dei "combattenti" specializzati contro il tumore.
 Sebbene solo due delle 17 persone, con melanoma avanzato, sottoposte al trattamento, sono completamente guarite dal cancro, a 18 mesi dall'inizio della cura, gli esperti dicono che i risultati sono sorprendenti e dimostrano che la nuova terapia può funzionare.




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14 settembre 2006
meraviglie della biochimica

Roma, 12 settembre 2006

 I ricercatori dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena - IRE aggiungono un nuovo tassello alla comprensione dei meccanismi di proliferazione delle cellule tumorali in risposta alle chemioterapie. Più della metà dei tumori umani, circa il 50%, esprimono una proteina p53 mutata.

La frequenza più alta si riscontra nel cancro del polmone (70%), seguito dal cancro del colon, della mammella e dell’ovaio.

La p53, nota come proteina killer capace di indurre la morte cellulare nei tumori, se è presente in forma mutata ha la capacità di indurre una proliferazione aberrante in risposta ai chemioterapici, quindi la terapia diventa uno stimolo al proliferare delle cellule tumorali, invece di bloccarle. Il meccanismo di tale funzionamento è stato individuato presso il Dipartimento di Oncologia Sperimentale dell’IRE e lo studio si è svolto con il supporto dell’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC).

“Abbiamo identificato il meccanismo molecolare con il quale la p53 mutata esplica l’attività chiamata "guadagno di funzione" – spiega la Dott.ssa Silvia Di Agostino, ricercatrice presso il Dipartimento di Oncologia Sperimentale e vincitrice di una borsa di studio FIRC (la fondazione dell’associazione AIRC). - Il nostro studio dimostra che il "guadagno di funzione" di alcune delle proteine p53 mutate che si ha in cellule tumorali, dopo chemioterapia, e' dovuto alla loro alleanza con un regolatore del ciclo cellulare, il fattore trascrizionale NF-Y. Tale cooperazione permette alle cellule di superare il programma di morte cellulare indotto dalla chemioterapia permettendo la progressione del tumore.”

“I nostri studi sono ora orientati ad inibire la p53 mutata – spiega il Dott. Giovanni Blandino, ricercatore responsabile del Rome Oncogenomic Center (ROC), il polo di ricerca di altissima tecnologia nel campo degli oncogeni - spostandola verso il ripristino della sua funzione originaria di generatrice di morte cellulare.”

“Il fattore trascrizionale NF-Y è fondamentale nella duplicazione delle cellule normali – dice la Dott.ssa Giulia Piaggio ricercatrice presso il Centro di Ricerche Sperimentali dell’IRE - e legandosi alla proteina p53 mutata contribuisce a dare alle cellule tumorali un vantaggio proliferativo specialmente in risposta alla chemioterapia.
“Abbiamo già dati preliminari – dice la Dr.ssa Di Agostino - che indicano che la cooperazione fra p53 mutata ed NF-Y, da noi messa in evidenza in cellule tumorali in coltura, si realizza anche in alcuni tumori umani presi dai pazienti. Cercheremo prima di determinare con esattezza in quali tipi di tumore questo meccanismo è attivo, al fine di poter predire in futuro se un paziente sarà più o meno sensibile alla chemioterapia.”

I risultati dello studio sono stati pubblicati ieri su Cancer Cell e l’importanza del risultato raggiunto dai nostri ricercatori per la comprensione di tale meccanismo molecolare viene accolto con entusiasmo dalla comunità scientifica internazionale.

( articolo preso da www.lswn.it )




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14 settembre 2006
e la scienza va avanti...
(ANSA)-CAGLIARI, 13 SET -Potrebbe nascondersi dietro l'eccesso di un enzima la chiave per il primo trattamento terapeutico mirato contro la schizofrenia. E' una malattia del cervello che colpisce l'1% della popolazione mondiale e che puo' essere curata solo mitigando i sintomi. A guidare l'equipe che sta lavorando sull'enzima DNMT1 (metil trasferasi del Dna),presente in un tipo di neurotrasmettitori e' lo scienziato sardo Erminio Costa,del Psychiatric Institute dell'Universita' dell'Illinois a Chicago (UIC).
Tale patologia  è caratterizzata dall'improvvisa insorgenza e dalla ripetizione di crisi dovute, paradossalmente, ad un eccesso di funzione del sistema nervoso: alcuni neuroni del cervello cominciano cioè a lavorare ad un ritmo molto superiore al normale, producendo la scarica e le crisi epilettiche.

(ANSA)-GENOVA,13 SET -Una nuova proteina responsabile dello sviluppo del cervello nel bambino e' stata scoperta dai ricercatori dell'Istituto Gaslini di Genova. Alla proteina e' stato dato il nome di Iccina poiche' e' risultata responsabile di una grave sindrome neurologica infantile:la ICC o Ipomielinizzazione e Cataratta Congenita. La scoperta e' del gruppo del prof. Minetti,direttore di Neuroscienze del Gaslini,con gli aiuti della Fondazione Telethon e Mariani.

(ANSA) - PADOVA, 13 SET - Uno studio sull'NO (ossido di azoto!), un gas prodotto da arterie e vene, sara' sul prossimo numero del 'Journal of the American College of Cardiology'. L'NO e' capace di proteggere le arterie dai danni indotti dall'ipertensione arteriosa e dall'aterosclerosi. Lo dice una nota dell'Universita' di Padova che ricorda che nel 2001 i ricercatori dell'ateneo e della Cardiologia dell'Ospedale di Cittadella individuarono per primi l'eNOS, una variante del gene dell'enzima responsabile della produzione di NO.









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14 settembre 2006
"Tutti i tiranni che fondano il loro dominio su grandi princìpi, l'uguaglianza dei cittadini tra loro, o con l'idea che i beni di ognuno appartengano a tutti, suscitano in coloro sui quali esercitano la loro potestà un sentimento di soggezione incomparabilmente più mortificante di quelli che, anche se assai più ignobili, si accontentano  come Laio di fare i tiranni, troppo pigri per addurre una qualsiasi giustificazione al proprio comportamento : essendo la loro dittatura lunatica e capricciosa, i sudditi hanno la sensazione di poter godere di una certa libertà. Non si sentono tiranneggiati da una arbitraria necessità che non consente loro speranza alcuna, ma piuttosto da un arbitrio assolutamente casuale che ancora permette qualche speranza".

Friedrich D
ürrenmat da " La morte della pizia "







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